
Con lo " stile" che lo contraddistingue, Sergio Tadi non risparmia attacchi ai " professionisti della politica" che, guarda caso, appartengono tutti allo schieramento avverso. Il candidato leghista non perde occasione per fare del silenzio un'arma vincente, visto che ad ogni sua uscita i consensi che lo fanno tanto supponente migrano in altri lidi.
A sbugiardare quanto dice l'ex esponente di Forza Italia convertitosi ora al movimento di Bossi, un’inchiesta pubblicata dal settimanale “Il Punto” dalla quale si apprende che il 13% dei parlamentari è anche presidente, consigliere, sindaco o assessore, e che, sorpresa delle sorprese, a guidare la speciale classifica dei " super professionisti dell'incarico e lavoro" sono proprio i leghisti.
Secondo i dati raccolti, 81 deputati e 41 senatori, cioè il 12,9% del totale, hanno un doppio impegno. In particolare sono nove i presidenti di giunta provinciale, 16 i consiglieri provinciali, 35 i sindaci, quattro i vice-sindaci, sette gli assessori comunali e 55 i consiglieri comunali. I leghisti, secondo quest’inchiesta, sono senz’altro i più «impegnati»: degli 86 esponenti del Carroccio eletti tra Camera e Senato, ben 30 sono amministratori comunali o provinciali. Pari al 42,2 per cento. Seguono poi l’Udc con il 17,6%, il Pdl con il 12,1%, il gruppo misto con il 9,1%, il Pd con il 5,9% e l’Idv con il 5,5%.
Tadi: le bugie han le gambe corte.
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