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mercoledì 17 marzo 2010

CALDEROLI E LA RICERCA DELLA PIETRA DELLA RAGIONE


Più che suonare la carica, come scrive Matteo Brunello nel suo pezzo pubblicato su " Il Cittadino", il Ministro Calderoli, a Lodi per sostenere la candidatura di Sergio Tadi a sindaco, si è dilettato a suonare lo strumento che più gli è congeniale: il trombone. E nemmeno bene visto che non gli sono proprie abilità, preparazione e competenza necessarie per cavare da questo strumento note musicali.

Con l'immancabile camicia verde, forse indossata per ricordare il suo passato ospedaliero, Roberto Calderoli è uno di quei " professionisti prestati alla politica" che poi, per nostra disgrazia, dimenticano di tornare alla propria attività.

E' imbarazzante. Apre bocca fingendodo di soppesare le parole ben conscio che le banalità hanno bisogno di un abito elegante per arrivare. Senza alcun argine difensivo da contrapporre al torrente del " non pensiero", non ci resta che prendere atto che in fondo uno come lui ci fa sentire un poco intelligenti. " Se ce l'ha fatta lui, possiamo avere una chance pure noi".

Testimonial per eccellenza a misura di Tadi, in prima fila per l'occasione, con il solito sorriso di circostanza e pronto a sbellicarsi dalle risa alle gags da Bagaglino del suo pigmalione. A ben vedere un poco gli somiglia.

La platea si scalda. Roberto è un fiume in piena. Riaffiora la questione meridionale. A sollevarla i numeri che condannano le regioni meridionali ( Calabria, Campania e Puglia)colpevoli di avere le mani bucate. Manco a dirlo il Ministro " dimentica" la Sicilia da anni ormai saldamente nelle mani della destra e con bilanci che il generoso Governo centrale, con l'appoggio del movimento padano, ripiana a botte di finanziamenti speciali di milioni di euro.

Ma si sa, l'obiettività e la logica non albergano da questi parti. Le parole non costano e di balle non è mai morto nessuno, soprattutto in campagna elettorale. Si consuma l'assurdo tutto nostro di un Movimento( la Lega) che si fa portabandiera delle istanze del nord ( ?) alleandosi con il partito meridionalista per eccellenza ( PDL).

E il Nord resta immobile, depredato, svilaneggiato, sbeffeggiato e oggi preso pure in giro.

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