GRAZIE GRAZIE GRAZIE

UN SENTITO RINGRAZIAMENTO AI 385 LODIGIANI CHE IERI HANNO VISITATO QUESTO BLOG

martedì 23 marzo 2010

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DE' " IL CITTADINO"


Un lettore mi invia, richiedendomene cortesemente la pubblicazione, una sua " Lettera Aperta" al Direttore de' " Il Cittadino". Eccolo accontentato.

Egregio Direttore,
non voglio assolutamente perdermi in giri di parole o iperboli che lascio volentieri nei tasti di altri più abituati al loro uso e consumo. Preferisco la schiettezza, quindi essere franco e chiedere direttamente: … ma veramente Lei pensa che ci sia un solo Lodigiano che abbia creduto e tuttora creda all'intervista “ col cuore in mano “ di Domenico Zucchetti?

Questo “colpo giornalistico”, e mi perdoni la facile ironia, sembra uscito da uno di quei manualetti che gli scaffali delle stazioni di servizio autostradali dispensano a quei disperati sprovveduti che sognano di poter cambiare il corso della propria esistenza nei 3o minuti necessari per la lettura di improbabili testi, quali “ Diventa esperto di marketing”, “ Abile comunicatore”, “ Grande imprenditore” e così via.

La scaletta del “ biscotto- scoop” lodigiano ha tempi e modi che ricalcano modelli desueti nella propaganda elettorale:
- Intervista con una personalità di spicco “ super partes” del territorio che censura il lavoro della coalizione che si intende mettere in cattiva luce ( in questo caso la Giunta Guerini)
- Pubblicazione della “ intervista sfogo” sulla testata locale più seguita
- Attesa per le ovvie reazioni dell'avversario
- Attacco

L'architetto di una simile porcheria, e scusate il gioco di parole poiché è solo una fortuita coincidenza che il Sig. Tadi svolga tale professione, avrebbe da vergognarsene. Ma non è il solo.

Il Sig. Domenico Zucchetti, ad esempio, che ha dimenticato che niente rafforza il proprio prestigio e la stima degli altri quanto il lavoro e silenzio, e si è fatto trascinare in una querelle di bassa “ Lega”.

La sua testata, Sig. Direttore, che si è prestata a questo giochetto.

Non se ne abbia, ma vorrei che Lei spiegasse a me e ai lettori, nel caso intendesse pubblicare questa lettera, come si sono svolti i fatti, vale a dire:
- E' stato il Sig. Zucchetti, in preda ad un attacco di incontinenza verbale, a contattare la redazione de” Il Cittadino” per l'intervista?
- Non ha reputato forse un poco sospetti i tempi e i modi dello sfogo dell'ex patron Zucchetti, giusto a qualche giorno dalle elezioni?
- E' stata l'autrice del pezzo, Greta Boni, a dettare i temi dell'intervista? E visto che non capita tutti i giorni di poter intervistare una figura imprenditoriale come Zucchetti, il tutto si riduce a quelle quattro domande?
- Infine, Sig. Direttore, avreste pubblicato con la stessa enfasi un'intervista di segno opposto, di un imprenditore tutto teso a magnificare il lavoro di questa Amministrazione? O forse non l'avreste, giustamente, considerata inappropriata e sospetta in campagna elettorale?

Cordiali saluti
A.M.

mercoledì 17 marzo 2010

CALDEROLI E LA RICERCA DELLA PIETRA DELLA RAGIONE


Più che suonare la carica, come scrive Matteo Brunello nel suo pezzo pubblicato su " Il Cittadino", il Ministro Calderoli, a Lodi per sostenere la candidatura di Sergio Tadi a sindaco, si è dilettato a suonare lo strumento che più gli è congeniale: il trombone. E nemmeno bene visto che non gli sono proprie abilità, preparazione e competenza necessarie per cavare da questo strumento note musicali.

Con l'immancabile camicia verde, forse indossata per ricordare il suo passato ospedaliero, Roberto Calderoli è uno di quei " professionisti prestati alla politica" che poi, per nostra disgrazia, dimenticano di tornare alla propria attività.

E' imbarazzante. Apre bocca fingendodo di soppesare le parole ben conscio che le banalità hanno bisogno di un abito elegante per arrivare. Senza alcun argine difensivo da contrapporre al torrente del " non pensiero", non ci resta che prendere atto che in fondo uno come lui ci fa sentire un poco intelligenti. " Se ce l'ha fatta lui, possiamo avere una chance pure noi".

Testimonial per eccellenza a misura di Tadi, in prima fila per l'occasione, con il solito sorriso di circostanza e pronto a sbellicarsi dalle risa alle gags da Bagaglino del suo pigmalione. A ben vedere un poco gli somiglia.

La platea si scalda. Roberto è un fiume in piena. Riaffiora la questione meridionale. A sollevarla i numeri che condannano le regioni meridionali ( Calabria, Campania e Puglia)colpevoli di avere le mani bucate. Manco a dirlo il Ministro " dimentica" la Sicilia da anni ormai saldamente nelle mani della destra e con bilanci che il generoso Governo centrale, con l'appoggio del movimento padano, ripiana a botte di finanziamenti speciali di milioni di euro.

Ma si sa, l'obiettività e la logica non albergano da questi parti. Le parole non costano e di balle non è mai morto nessuno, soprattutto in campagna elettorale. Si consuma l'assurdo tutto nostro di un Movimento( la Lega) che si fa portabandiera delle istanze del nord ( ?) alleandosi con il partito meridionalista per eccellenza ( PDL).

E il Nord resta immobile, depredato, svilaneggiato, sbeffeggiato e oggi preso pure in giro.

lunedì 15 marzo 2010

FIORANI " I SIGNORI DELLA LEGA NORD DEVONO RICORDARSI DI QUELLO CHE ABBIAMO FATTO PER LORO, LI ABBIAMO SALVATI..."


Ed è arrivato il momento per Giampiero Fiorani di togliersi qualche sassolino, anzi qualche macigno. Non poteva essere altrimenti visto che per sua stessa ammissione, l'ex enfant prodige della finanza padana non amava banchettare solo.

Ad essere tirato in ballo il solito Senatore Grillo ( PDL), collettore di quelle prebende che Fiorani amava distribuire per ingraziarsi influenti uomini politici.

Centomila euro destinati a Marcello Dell'Utri che poi, da autentico gentleman, ringraziò per il gran cuore del banchiere, altri centomila per il duro e puro Calderoli ed un messaggio/ rimprovero ai " ...Signori della Lega Nord " che "...devono ricordarsi di quello che abbiamo fatto per loro,... li abbiamo salvati...".

A Fiorani non fa certo difetto la memoria anzi, le aule di tribunale sembrano stimolarla al punto che ogni udienza che lo vede protagonista porta altro lavoro agli inquirenti costretti ad aprire nuovi fascicoli e indagini.

Da questa vicenda ne esce ingigantita l'attuale giunta comunale: non un'illazione, un'accusa o quel " venticello" della calunnia che avrebbe potuto metterla in cattiva luce giacchè, con un personaggio come Fiorani in città, " chiedere favori" per alcuni poteva essere comportamento del tutto " lecito".

Tadi avrebbe da riflettere da questa vicenda. Anzi, visto che nel pomeriggio farà tappa a Lodi proprio Calderoli, perchè non chiedergli " Ma Roberto, i 100mila li hai presi oppure no? E Fiorani da cosa ci ha salvato?"

venerdì 12 marzo 2010

TADI E I PROFESSIONISTI DELLA POLITICA


Con lo " stile" che lo contraddistingue, Sergio Tadi non risparmia attacchi ai " professionisti della politica" che, guarda caso, appartengono tutti allo schieramento avverso. Il candidato leghista non perde occasione per fare del silenzio un'arma vincente, visto che ad ogni sua uscita i consensi che lo fanno tanto supponente migrano in altri lidi.

A sbugiardare quanto dice l'ex esponente di Forza Italia convertitosi ora al movimento di Bossi, un’inchiesta pubblicata dal settimanale “Il Punto” dalla quale si apprende che il 13% dei parlamentari è anche presidente, consigliere, sindaco o assessore, e che, sorpresa delle sorprese, a guidare la speciale classifica dei " super professionisti dell'incarico e lavoro" sono proprio i leghisti.

Secondo i dati raccolti, 81 deputati e 41 senatori, cioè il 12,9% del totale, hanno un doppio impegno. In particolare sono nove i presidenti di giunta provinciale, 16 i consiglieri provinciali, 35 i sindaci, quattro i vice-sindaci, sette gli assessori comunali e 55 i consiglieri comunali. I leghisti, secondo quest’inchiesta, sono senz’altro i più «impegnati»: degli 86 esponenti del Carroccio eletti tra Camera e Senato, ben 30 sono amministratori comunali o provinciali. Pari al 42,2 per cento. Seguono poi l’Udc con il 17,6%, il Pdl con il 12,1%, il gruppo misto con il 9,1%, il Pd con il 5,9% e l’Idv con il 5,5%.
Tadi: le bugie han le gambe corte.

martedì 9 marzo 2010

IL CAPPELLAIO MATTO AL GOVERNO


Anche non volendo soffermarsi sull’incongruità di un’ampia fetta della classe impiegatizia e operaia che ha dimostrato più volte il proprio disinteresse per la realtà, non trovando evidentemente il tempo e la voglia di confrontarsi con i fatti – e si vede – è interessante sottolineare comunque, nuove evidenti storture, (vendute dal ministro Tremonti), controproducenti per buona parte di queste categorie.
Lo facciamo solo come esercizio retorico.

Perché il loro è un mondo di fiaba in cui i numeri si inventano arbitrariamente e si iperbolizzano senza più nessuna relazione con la verità. Non è neanche necessario resistere, quindi perché continuare ad annoiarli con i fatti? Che senso avrebbe spiegare ai fratelli Grimm che la tenuta strutturale di un’abitazione in pane speziato e zucchero non “sarebbe garantita” o che mai si è visto un lupo in grado di gingillarsi con una camicia da notte per simulare una nonnetta al solo scopo di papparsi una bambinetta con cui si è precedentemente intrattenuto in una civile conversazione?

Lo stesso senso che avrebbe spiegare a Tremonti ed agli stessi impiegati e operai che lo applaudono per l’impegno profuso in questa crisi economica e finanziaria che i contributi dei lavoratori e delle imprese per la cassa integrazione sia ordinaria che straordinaria ammontano a 13,339 miliardi solo considerando il periodo dal 2003 al 2007 e sono stati incamerati dallo Stato costituendo, di fatto, un’imposta surrettizia, coprendo così più di 12 volte le necessità del 2009. (Fonte inps e ministero degli interni).

Il governo quindi non solo non ha contribuito finanziariamente ma non ha nemmeno detto di averlo fatto incamerando un’imposta. Il massimo della comunicazione invertita a vantaggio dello stato di coma sociale. Infatti, va ricordato, che la cig e la cigs sono fondi contribuiti dalle imprese e dai lavoratori.

Se nel periodo 2003/2007 si sono accumulati, a saldo, 13,3 miliardi, lo Stato se li è ciucciati. Poichè non abbiamo ancora i dati 2009, dobbiamo ricorrere alle simulazioni dell’Inps che nel caso peggiore ipotizza comunque 1 miliardo di passivo (cig e cigs erogate oltre le contribuzioni del 2009) che, converrà chiunque, è abbondantemente meno di 13,3 mld, ne consegue che il governo e Tremonti si sono vantati di aver gestito la disoccupazione per mezzo di cig e cigs senza però averle finanziate. Al contrario, il governo ha un contributo positivo (quindi una tassa occulta).

La democrazia si è trasfigurata in una stupida partita di calcio in cui qualcuno vince e qualcun altro perde, indipendentemente da tutto, realizzando quel populismo che va tanto di moda oggi. Più precisamente demo populismo, tele populismo ed etno populismo, stando agli scienziati sociali, peraltro di origine francese. Conta ricordare che già all’origine, per smith, la democrazia non è garantita se non è in grado di controllare i poteri forti? No. E’ una fiaba, un partitella, nessuna etica.

Il Ministro Tremonti ha inventato la cartolarizzazione della ragione, decisamente più performante di ogni altra cartolarizzazione finanziaria e con una leva altrimenti inimmaginabile. Noi continuiamo a pensare alla partita di calcio che al resto “ghe pensi sempre lu”.
E i risultati si vedono. E purtroppo si vedranno ancor di più prossimamente. ( Fonte: www.finansol.it)

domenica 7 marzo 2010

TADI : LA PAURA FA 90


Quando un candidato rassicura in continuazione i suoi elettori che non c'è alcuna tensione all'interno della coalizione che lo sostiene e che non ci sarà bisogno del ballottaggio per la sua elezione alla carica di Sindaco, viene da chiedersi: perché lo fa?

Nel caso si ritenga scontato e previsto un accadimento non si ha certo bisogno, visto l'evidenza, di invocarlo e rimarcarlo in ogni occasione, a meno che non si sia assaliti da dubbi e paure, e le continue sottolineature servano più che altro a infondersi un poco di coraggio.

Pare proprio che il Sig. Tadi, passata la boria iniziale,avverta nell'aria che la direzione del vento sta cambiando, e certo non a suo favore.

Agli " appetiti " politici dei Lodigiani non si può certo dare ristoro con i soliti consunti slogan da baraccone mediatico, soprattutto quando a supportare gli stessi vi è un programma che per stesura e intendimenti sembra frutto della penna di un mediocre romanziere " Fantasy".

venerdì 5 marzo 2010

ECCO UN ESEMPIO DI COME LA LEGA DIFENDE LA NOSTRA TERRA


Lo scorso 2 febbraio il Governo ha approvato una norma che prevede appena una multa per chi sversa sostanze inquinanti nei fiumi.

E' stata di fatto licenziata una modifica al codice ambientale (la legge delega voluta dal precedente governo Berlusconi, la 152 del 2006) che indebolisce le sanzioni per i crimini contro l'ambiente. (...) La norma prevede che può essere perseguito penalmente solo chi scarica inquinanti ad altissima tossicità, come mercurio, cadmio e gli stessi idrocarburi “oltre i valori limite” consentiti dalla legge. Gli altri – quelli sotto i valori limite dei veleni- se la cavano con una multa che va da 3.000 a 30.000 euro, così come quelli che scaricano sostanze meno tossiche anche se inquinanti.

Mentre le forze politiche locali indignate suggeriscono punizioni esemplari per i misteriosi inquinatori di Lambro, Po e Adriatico, i criminali che hanno causato questa tragedia ambientale dormono sonni tranquilli. Non solo, probabilmente, non saranno mai individuati ed arrestati, ma nel caso lo fossero se la caverebbero con qualche migliaio di euro di multa. A voler essere un po' maliziosi, c'è da pensare che abbiano approfittato della depenalizzazione.

Un'annotazione è d'obbligo: la Lega da anni si propone in Lombardia come paladina e difensore della Padania. Una volta a Roma, invece, i suoi ministri propongono e varano norme che vanno in tutt'altra direzione permettendo di fatto questi scempi... nel silenzio più assoluto.

giovedì 4 marzo 2010

LE BUFALE DEL CANDIDATO TADI


Bufala è notizia o informazione falsa o manipolata che si intende far passare per vera. E' ingannevole, colposa o dolosa. Le cronache del nostro quotidiano abbondano di bluff nati dalla falsificazione di documenti, reperti archeologici, opere d’arte. E di bufale ne è ricco anche il nostro piccolo universo cittadino, soprattutto con l'approssimarsi delle scadenze elettorali.

Notizie false e montate ad arte, che di tanto in tanto circolano su questo o quel personaggio, o ancora sulle presunte emergenze cittadine da sbattere in prima pagina o urlare a pieni polmoni per scaldare gli animi delle persone avide, a volte, di scandali e fatti pruriginosi. Si sa, una " buona bufala " è in grado di far schizzare le vendite di un quotidiano, creare consenso fra gli elettori e di conseguenza voti.

Il Sig. Tadi, oggi schierato nelle file della Lega e aspirante Sindaco di Lodi, ripropone i consumati cliché della politica nazionale e indica nell'ordine pubblico una " drammatica " emergenza per la Città. Addirittura, in caso di vittoria, sua intenzione è istituire un corpo di " volontari per la sorveglianza" ( ndr. " Il Cittadino " pag. 19/ 27 febbraio 2010).

Il Sig. Tadi è mal informato e, forse preso dalla bagarre elettorale, ha dimenticato di leggere il rapporto, uscito proprio in questi giorni, del Ministero degli Interni in cui si traccia un quadro della situazione " criminalità" in città di ben altra sintesi.

I dati elaborati dal Ministero relativi al primo semestre 2009 parlano di una Lodi situata nelle ultime posizioni per eventi delittuosi fra i capoluoghi di provincia italiani: all'80esimo posto per rapine, 72esimo posto per truffe e frodi informatiche, 87esimo posto per per furti in abitazione e 54esimo posto per borseggi e scippi. A puro titolo di cronaca sarà utile ricordare che 117 sono i capoluoghi di provincia in Italia.